Quali sono le specie più importanti di pesce azzurro?

Per essere chiari, il merluzzo non è un pesce azzurro nonostante sia considerato (non del tutto correttamente) ricco di omega 3.

Lo stesso vale per i suoi parenti stretti, come: molo, merlano, mustella e molva.

Appartengono alla categoria del pesce azzurro:

  • Aguglia (Belone belone)
  • Alaccia (Sardinella aurita)
  • Alice o acciuga (Engraulis encrasicolus)
  • Aringa (Clupea harengus)
  • Cheppia o gheppia o ceppa (Alosa fallax)
  • Costardella (Scomberesox saurus)
  • Cicerello (Gymnammodytes cicerelus)
  • Lanzardo (Scomber colias)
  • Leccia stella (Trachinotus ovatus)
  • Palamita (Sarda sarda)
  • Sardina (Sardina pilchardus)
  • Serra (Pomatomus saltatrix)
  • Sgombro (Scomber scombrus)
  • Spratto o papalina (Sprattus sprattus)
  • Suro o sugherello o occhialone o sauro (Trachurus trachurus).

Nonostante le dimensioni, alcuni considerano pesci azzurri anche esemplari come:

  • Leccia (Lichia amia)
  • Ricciola (Seriola dumerili)
  • Tonni
    • Propriamente detti (Genere Thunnus)
    • Tonnetto striato (Katsuwonus pelamis)
    • Tonnetto alletterato (Euthynnus alletteratus)
    • Allothunnus fallai
    • Euthynnus affinis
    • Tombarello (Auxis thazard thazard)
    • Tombarello biso (Auxis rochei rochei)
    • Gasterochisma melampus
    • Gymnosarda unicolor
  • Pesci spada:
    • Pesce spada propriamente detto (Xiphias gladius)
    • Famiglia dei Marlin e del Pesce Vela (Istiophoridae).

Pesce azzurro di acqua dolce: esiste?

In realtà sì, anche se estendendo questo gruppo alle creature di acqua dolce si rischierebbe di creare un po’ di confusione.

Esistono alcuni pesci migratori, normalmente considerati di mare, che invece vivono gran parte della loro vita in acqua dolce; è il caso della cheppia. La stessa attitudine è condivisa anche dai salmoni che, tuttavia, non vengono considerati esattamente dei pesci azzurri.

Il pesce azzurro di acqua dolce per eccellenza è l’agone, anche detto sardina di lago. Altri pesci che potrebbero far parte di questo insieme sono il coregone, il temolo, il salmerino, la trota iridea e quella lacustre (tutti e cinque appartengono alla stessa famiglia del salmone).

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Il salmone non è imbattibile: ecco i 7 pesci più ricchi di omega-3 (e un paio costano la metà)

Il salmone è ricco di omega-3, ma non è necessariamente la scelta migliore per rapporto omega-3/prezzo. Se l’obiettivo è assumere EPA e DHA spendendo meno, i candidati più forti sono sardine, sgombro, alici/acciughe e aringa. In Italia, la scelta più sensata è spesso il pesce azzurro piccolo, perché unisce buon contenuto di omega-3, prezzo più basso, disponibilità e minore rischio di contaminanti rispetto ai grandi predatori come tonno e pesce spada. Le linee guida CREA indicano infatti di preferire sarde, alici e sgombro rispetto ai pesci di grossa taglia accumulatori di metilmercurio.

Il punto chiave è questo: il salmone è ottimo, ma non è imbattibile. Nelle tabelle Crea, l’aringa atlantica arriva a circa 2,01 g di EPA+DHA per 100 g, il salmone atlantico sta tra 1,28 e 2,15 g, le sardine tra 1,15 e 2 g, la trota arcobaleno intorno a 1,15 g, lo sgombro tra 0,4 e 1,85 g, e il tonno tra 0,28 e 1,51 g. Crea precisa anche che questi valori sono approssimativi, perché il contenuto di grassi cambia con specie, stagione, dieta, confezionamento e cottura. I prezzi indicati sotto sono ordini di grandezza da siti di grande distribuzione consultati online, quindi possono cambiare per città, promozione, disponibilità e peso sgocciolato. Sono utili per capire il rapporto pratico tra costo e omega-3, non per stabilire un listino nazionale. Di seguito i 7 pesci migliori, dal più conveniente al meno convincente.

Fresco, surgelato, scatola. Cosa cambia davvero

Il fresco è ottimo, ma non è automaticamente superiore. Il contenuto di omega-3 varia molto per specie, stagione, alimentazione del pesce, confezionamento e cottura; NIH ricorda anche che il pesce d’allevamento può avere più EPA e DHA del pescato, ma dipende dal mangime. Il surgelato è spesso una buona soluzione: permette di comprare pesce già pulito, ridurre sprechi e avere disponibilità costante. Non va considerato “di serie B” solo perché congelato. La cosa importante è scegliere prodotti semplici: pesce al naturale, non panato, non prefritto, non pieno di condimenti. La scatola è molto pratica, soprattutto per sardine e sgombroNIH riporta, per esempio, che le sardine in scatola in salsa di pomodoro forniscono quantità rilevanti di DHA ed EPA per porzione. La scatola però va letta bene: conta il peso sgocciolato, non solo il peso totale, e conta il sale. Sardine e sgombro al naturale o in olio ben sgocciolato possono essere ottimi; acciughe sotto sale, filetti del Cantabrico e aringhe affumicate sono più problematiche se consumate spesso, perché il sale può diventare alto.