Mi è tornato il trip delle tisane la sera, così da togliere un altro caffè dalla mia dieta quotidiana… e a 53 anni ho scoperto i mirabolanti benefici del té rosso, il rooibos! Non ne avevo mai sentito parlare! Ne ho acquistata una confezione e devo dire che è proprio buono. Ecco qui un approfondimento:

 


Il Rooibos


Il Rooibos (scientificamente Aspalathus linearis) è una bevanda affascinante, spesso chiamata “tè rosso”, anche se tecnicamente non è un tè. A differenza del tè nero o verde, non deriva dalla pianta Camellia sinensis, ma da un arbusto della famiglia delle leguminose che cresce esclusivamente in Sudafrica, nella regione del Cederberg.

Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo infuso:


1. Perché non è un “Tè”

Il Rooibos è un tisana (o infuso). La differenza principale è chimica:

  • Privo di caffeina: Essendo naturalmente privo di teina e caffeina, può essere consumato a qualsiasi ora, anche dai bambini o prima di andare a dormire.
  • Basso contenuto di tannini: A differenza del tè tradizionale, non diventa amaro se lasciato in infusione a lungo. Ha un sapore naturalmente dolce e agrumato.

2. Profilo Nutrizionale e Benefici

Il Rooibos è una miniera di sostanze benefiche:

  • Antiossidanti unici: Contiene l’aspalatina e la notofagina, potenti antiossidanti che aiutano a contrastare i radicali liberi e possono supportare la salute cardiovascolare.
  • Sali minerali: È ricco di potassio, calcio, magnesio, zinco e manganese.
  • Proprietà antispasmodiche: Tradizionalmente usato per calmare coliche infantili e crampi addominali.

3. Le due varianti principali

  • Rooibos Rosso: È la versione più comune. Le foglie vengono sminuzzate e lasciate fermentare (ossidare), processo che conferisce il caratteristico colore rosso ambrato e un sapore che ricorda la nocciola e il legno dolce.
  • Rooibos Verde: Le foglie non vengono fermentate ma essiccate immediatamente. Ha un sapore più erbaceo e leggero, simile al tè verde, e conserva una concentrazione di antiossidanti leggermente superiore.

4. Come prepararlo al meglio

Il Rooibos è molto “tollerante” rispetto al tè:

  1. Temperatura: Acqua a circa 90°C – 100°C (bollente).
  2. Tempo di infusione: Almeno 5-7 minuti. Più resta in infusione, più si sprigionano gli antiossidanti, senza il rischio di amaro.
  3. Versatilità: È ottimo sia caldo che freddo (come “iced tea” naturale). Si sposa benissimo con il latte (anche vegetale) o con una fetta di limone.

Curiosità: Il Rooibos è l’unica bevanda al mondo ad aver ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP) per un prodotto agricolo non alimentare al di fuori dell’Europa, a testimonianza del legame indissolubile con il suo territorio d’origine.

 


Aspalathus linearis

Aspalathus linearis (Burm.f., R.Dahlgr, 1963)), nota col nome afrikaans di rooibos ([ˈroːɪ̯bɔs]; rooi bos significa “cespuglio rosso”), è una pianta appartenente alla famiglia Fabaceae.

Le sue foglie sono utilizzate per preparare un’infusione chiamata rooibos o anche (impropriamente) tè rosso africano, oltre che per la preparazione delle stecche dei riscaldatori di tabacco.La pianta cresce esclusivamente nella regione del Cederberg in Sudafrica (Province del Capo).La bevanda ottenuta dalle foglie è da sempre usata dalle popolazioni locali. Le foglie, dopo la raccolta, sono tritate, fatte fermentare e asciugate. La bevanda si prepara per infusione, con tempi leggermente più lunghi rispetto al tè. In Sudafrica si usa berlo con latte e zucchero, mentre altrove si beve senza. Si trova in commercio anche aromatizzato. Ha un leggero gusto che ricorda la nocciola e la malva, con un sapore dolce, anche senza l’aggiunta di zucchero. Il colore è rosso brunastro.Le foglie sono prive di caffeina e contengono molte sostanze antiossidanti, vitamina C e minerali, tra cui magnesio, calcio, fosforo, ferro, fluoro, potassio.

Storia

La bevanda prodotta con il rooibos è usata da secoli dalle popolazioni khoisan che abitarono l’Africa meridionale e che ne conoscono da sempre le proprietà. L’uso della bevanda è stato riportato dal botanico Carl Humberg nel 1772. I coloni olandesi del Sudafrica lo adottarono come alternativa economica al tè nero, che doveva essere trasportato dalle navi provenienti dall’Europa. Tuttavia, fino al XIX secolo l’uso del tè da parte degli olandesi era minimo.

Nel 1904 Benjamin Ginsberg, un colono sudafricano di origine russa e discendente da una famiglia di commercianti di tè, intuì il potenziale del rooibos e cominciò a commerciare con le popolazioni khoisan che lo raccoglievano. Cominciò a vendere il suo «tè della montagna» ai coloni e divenne in breve il primo importatore di rooibos usando i contatti con la sua famiglia.

Negli anni Trenta Ginsberg convinse un medico locale a sperimentare la coltivazione della pianta. I tentativi furono fruttuosi e consentirono a Ginsberg di incoraggiare gli agricoltori locali a cominciare la coltivazione, con la speranza di ottenerne un buon profitto. Il primo tentativo di coltivazione su larga scala fu un disastro a causa della piccola dimensione dei semi. Non sono più grandi di un granello di sabbia, e quindi sono difficili da rintracciare e raccogliere. Per questo motivo il prezzo dei semi arrivò a ottanta sterline alla libbra, troppo elevato per gli agricoltori locali.

Una delle donne che lavorava per Ginsberg trovò un sistema efficiente e originale per la raccolta dei semi. Mentre gli altri portavano una manciata di semi pari a una scatola di fiammiferi, la donna era in grado di consegnarne regolarmente grossi sacchetti e fu persuasa a rivelare il suo segreto. Mentre era in cerca dei semi, si era accorta casualmente che le formiche facevano il suo stesso lavoro. Seguì le formiche fino al loro nido e, quando lo aprì, scoprì al suo interno un deposito di dimensioni ragguardevoli.

Da allora il rooibos è diventato sempre più popolare in Sudafrica e ha cominciato a essere apprezzato anche nel resto del mondo.

FONTE