Ho raccolto per la prima volta l’aglio. Ricordo che a da mia nonna si facevano asciugare le teste nel fienile (non al sole diretto ma al caldo e con tanta aria) e poi si legavano in trecce che poi in inverno venivano portate nel “crutin” a 10°C.

Qui ho il problema che la cantina dell’Eremo non è a 10°C (per quanto ho visto nel primo anno oscilla tra 14°C e 22°C) e -soprattutto- ha un tasso di umidità che oscilla tra il 40% e il 65%… quindi non va bene.

Un amico ieri, vedendo le teste che asciugavano, mi ha chiesto se le avrei conservate sott’olio e così mi sono documentato online. Pare una buona soluzione che garantisce la conservazione in sicurezza alimentare per oltre 6 mesi. Oltre al fatto che aumenta la digeribilità dell’aglio e permette di utilizzare l’olio aromatizzato per condimenti vari.

Facendo la somma dei video e degli articoli letti, ho seguito questa procedura:

  1. Pulito la cinquantina di teste d’aglio raccolte e “sbucciate”;
  2. Fatto bollire in una pentola 300 g di acqua con 300 g di aceto di vino bianco, un pizzico di sale e 5 foglio di alloro;
  3. Sanificato un barattolo da i 1 kg (di miele) e il suo coperchio facendoli bollire 20′ in acqua e un po’ di bicarbonato e aceto. Ho pensato che un barattolo grande faciliti poi la presa degli spicchi;
  4. Versato l’aglio nella pentola con l’aceto e fatto bollire 2 minuti;
  5. Scolato e messo ad asciugare l’aglio prima su scottex e poi su canovaccio in cotone;
  6. Messo nel barattolo aglio, un po’ di peperoncino piccante, le figlie di alloro e ricoperto tutto di olio extravergine d’oliva misto a olio di semi.

Da quanto leggo si potrebbe far bollire il barattolo per 20′ così da creare il sottovuoto e allungare la conservazione in frigo di 5 o 6 mesi, ma io per questa volta vorrei solo testare la ricetta e quindi, atteso qualche tempo che si insaporisca il tutto, inizieremo a consumarlo.

 

 

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