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Da piccolo, in famiglia, questi bei fiori che colorano i prati in primavera di un bel blu intenso venivano chiamati “giacinti giapponesi”… con gli anni ho scoperto che il loro nome corretto è muscari e sono originari dell’Armenia. Qui all’Eremo spuntano un po’ ovunque: la “macchia” più intensa è però nel prato sotto il cedro. I fiori sono un colorante naturale.

 

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Muscari

Muscari Mill. è un genere di piante della famiglia delle Asparagacee

Descrizione

Comprende specie bulbose con infiorescenze disposte in spighe o racemi, tra l’azzurro e l’indaco. Tutte hanno in comune il bulbo tunicato e le foglie strette e lunghe fino a 30 cm.
Il nome di Muscari venne attribuito da C. Clusius, per il tenue profumo somigliante a quello del muschio di alcune specie.

Usi

  • Viene coltivata come pianta ornamentale nei giardini per ottenere macchie di colore.
  • In Friuli Venezia Giulia l’infiorescenza viene usata per dipingere il guscio delle uova sode in occasione delle festività pasquali. Nell’area fra i fiumi Isonzo e Timavo la pianta viene chiamata con il nome dialettale “pituraovi“, che significa “dipingiuova”

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Principali specie di muscari

Il genere muscari comprende oltre sessanta specie. Sono tutte caratterizzate delle foglie strette e lunghe anche trenta centimetri. Tra le più note:

  • Argaei: famoso per le sue infiorescenze bianche.
  • Armeniacum: la più conosciuta, fiorisce in aprile con un altezza di quasi 20 cm, è originaria dell’Asia Minore.
  • Aucheri: fioriscono precocemente.
  • Aureum: fiori piccoli e scuri.
  • Botryoides Mill: di origini europee, fiorisce in febbraio-marzo è caratterizzata da foglie spatolato-lineari, e da fiori globosi.
  • Comosum: è conosciuta come lampascione.
  • Latifolium: infiorescenza con due tonalità di blu
  • Moschatum Wild: cresce spontanea è nota come Giacinto muschiato o Muschino perché i suoi fiori sono di colore giallo tendenti al verde, odorosi di muschio.
  • Neglectum: con larga  diffusione in Italia.
  • Racemosum: originaria dell’Europa, molto comune in Italia soprattutto nei luoghi erbosi, vigorosa, che si propaga radipamente. È caratterizzata da fiori piccoli, leggermente profumati, blu scuro, con macchie bianche all’apice dei petali. Ha una fioritura molto precoce a fine febbraio.

Qualche curiosità su questa pianta

Nella tradizione popolare pugliese il lampascione viene utilizzato anche per riparare gli oggetti di terracotta. Se un utensile di terracotta, a causa del fuoco, si crepa viene strofinata a lungo nella parte incrinata con un lampascione tagliato a metà: una volta essiccate le mucillaggini secrete dal bulbo cicatrizzano l’argilla.

Il termine è usato nel linguaggio popolare di alcune regioni del sud per indicare persona sciocca.

Fu Carolus Clusius (1526 – 1609), botanico francese naturalizzato olandese a dare il nome alla pianta. Deriva dalla parola greca musk che significa muschio, perché alcune specie di muscari hanno un profumo che ricorda quello del muschio. In altri paesi del mondo viene chiamato grape hyacinths, che significa giacinto a grappolo, per la sua somiglianza con il giacinto.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante simboleggia l’utilità.

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Muscari armeniacum

Muscari armeniacum
Muscari armeniacum – Opioła Jerzy (Poland) 

E’ probabilmente la specie più venduta e coltivata, quella che ha dato origine a molti ibridi orticoli.

Si tratta di una specie diffusa e coltivata un po’ ovunque per la sua resistenza al freddo e al gelo.

E’ originaria dell’Asia Minore. Misura un’altezza di 20 cm, è caratterizzata da racemi densi di fiori, di colore azzurro scuro macchiato di bianco all’apice dei petali. I fiori sbocciano nel mese di aprile. Si moltiplica facilmente attraverso la moltiplicazione dei bulbi.

Muscari comosum  (Lampascione)

Muscari comosum
Muscari comosum  – foto di Père Igor –

In realtà è un sinonimo di Leopoldia comosa che è il suo nome ufficiale. Nel Sud dell’Italia, in particolare in Puglia e Basilicata è nota come lampascione, ed è un prodotto tipico della cucina locale.

Cresce nei prati incolti e sui bordi delle strade. Presenta foglie sottili e arcuate. In primavera, dal fusto alto 25-35 cm, viene prodotta una pannocchia con fiori a forma campanula blu, sormontata da un pennacchio blu vivo.

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