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Che bel fiore: che colori, che profumo, che armonia delle forme! Avendo sempre alternato la mia vita tra abitazioni immerse nel verde e appartamenti in condomini, ho sempre coltivato qualche bulbo di giacinto per celebrare la primavera in terra o in qualche bicchiere di vetro riempito d’acqua. Forse da bambino ho iniziato ad acquistare dalla Bakker in Olanda proprio con una confezione di questi fantastici bulbi! Nell’Eremo ne abbiamo trovati piantati dai precedenti proprietari (rosa) e ne ho messi a dimora alcuni noi acquistati all’agraria o trapiantati dai vasi di Hoikos…

 

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Hyacinthus

Hyacinthus Tourn. ex L. è un genere di piante della famiglia delle Asparagacee, originario del Mediterraneo Orientale, dell’Asia minore e delle regioni tropicali africane.

Il nome del genere deriva dal personaggio mitologico Giacinto, il ragazzo amato dal dio Apollo e successivamente ucciso per errore dal dio Zefiro.

Descrizione

Comprende specie bulbose con numerose varietà dalle ricche infiorescenze coloratissime e profumate, presenta un bulbo arrotondato, tunicato, che produce pochi bulbetti; tra le specie coltivate e in parte inselvatichite ricordiamo Hyacinthus orientalis dalle foglie nastriformi con i fiori riuniti in un unico racemo, con colori vari, dal ceruleo, azzurro-cupo, al bianco, roseo o giallo.

In floricoltura, per motivi pratici, si distinguono i giacinti in diversi gruppi:

  • Giacinto romano: con il bulbo ricoperto da una pellicola bianca, ha due-tre fusti per bulbo, con foglie piccole lineari e fiori bianco-verdastri campanulati, molto profumati, precoce, si presta alla forzatura
  • Giacinto italiano: con cultivar a fiore bianco, lilla o violaceo, e con il bulbo ricoperto da una pellicola violacea, semi-tardivo
  • Giacinto olandese: ibridi derivati da Hyacinthus orientalis a fiori grandi riuniti fittamente in una infiorescenza, semplici o doppi, dai vari colori, tardivo

La coltivazione del giacinto richiede terreno di medio impasto, misto a sabbia, ricco di humus, fresco, ben concimato e lavorato in profondità; nella coltivazione in vaso per la forzatura si usa terriccio composto per metà da terra argillo-silicea, un quinto di sabbia e il resto terricciato maturo di letame, con temperature intorno ai 13-14 °C in assenza di luce fino alla fioritura e poi a 17 °C in piena luce.

La moltiplicazione avviene per mezzo di bulbilli.

Usi

  • Nei giardini per aiuole e bordi fioriti, o industrialmente per la produzione forzata di piante fiorite per decorare gli appartamenti nella stagione invernale.
  • L’essenza di giacinto viene utilizzata in profumeria

FONTE


Moltiplicazione del Giacinto

La moltiplicazione del Giacinto avviene in autunno per divisione dei bulbilli ovvero dei bulbi piccoli che si formano alla base del bulbo principale. I bulbilli si lasciano crescere sul bulbo principale o bulbo madre fino a quando non saranno maturi abbastanza per essere divisi. Ogni singolo bulbo di giacinto può produrre un certo numero di piante entro 3-5 anni di vita. E’ anche possibile una moltiplicazione per semi, un po’ più complessa. I semi possono essere raccolti quanso sono maturi. Le piante poi possono impiegare fino a 5 anni per fiorire.

Coltivazione dei Giacinti in caraffe o bicchieri

Il giacinto può essere coltivato senza substrato, utilizzando solo un contenitore pieno di acqua (Idroponica). Questo tipo di coltivazione può essere effettuata sia in inverno sia in primavera. In inverno  i bulbi anno inseriti  in un sacchetto di plastica nera vanno posti in frigorifero o all’esterno (la temperatura minima deve mantenersi il più possibile costante, intorno ai 5°C) per circa un mese e mezzo. Dopodiché i bulbi vanno estratti  e posti in un contenitore riempito di sola acqua (meglio se vi si disciogle pochissimo concime per piante fiorite, con un buon tenore di potassio), da porre in un ambiente completamente buio e ad una temperatura di circa 12°C. Si deve attendere che lo stelo raggiunga almeno gli 8 cm di altezza; a quel punto potremo spostarlo in un ambiente più luminoso, riscaldato a circa 20°C (con temperature maggiori  la fioritura sarà meno duratura). La scelta del contenitore è molto importante. Il bulbo, infatti, non deve mai essere direttamente a contatto con l’acqua perché potrebbero insorgere dei marciumi. Si devono mantenere sempre minimo 2 mm di distanza tra la base e la superficie del liquido. In commercio ci  sono dei vasi pensati appositamente per questo uso.

Curiosità

Il giacinto era già noto nell’antichità, ne troviamo citazioni da parte di  Ovidio, Virgilio, Plinio e Teocrito. Le specie endemiche che troviamo in Italia sono il fastigiatus, il ciliatus, il romanus e il dubius. I giacinti orientali, “genitori” di quelli che troviamo oggi in commercio, arrivarono in Veneto verso al fine del 1500 dall’Asia Occidentale. Verso il 1730 assistiamo al  culmine del successo del giacinto quando i prezzi di alcune cultivar innovative (nei colori rosso e arancio) si alzarono talmente da essere accessibili sono da  pochi agiati. In onore del Giacinto nell’antica Grecia e a Sparta venivano organizzate delle feste, le“Hyacinthia pompa”. Che celebravano l’arrivo della primavera, l’amore, l’eleganza e la freschezza della giovinezza. Il nome scientifico Hyacinthus deriva da due parole di origine grego albanese: giak purpureo, sangue e inthos pianta. Il significato etimologico del nome forse si ricollega alla leggenda greca secondo cui Giacinto, un bellissimo fanciullo amatoda Apollo, venne da questi ucciso involontariamente durante una gara di lancio del disco. Per avere un ricordo imperituro del fanciullo, Apollo fece sbocciare dal suo sangue un bellissimo fiore, il giacinto

Linguaggio dei fiori

Cosa significa il Giacinto?  In linea generale  il giacinto è il simbolo della gioia, della semplicità, della spensieratezza e della speranza di ritrovare la felicità. Il significato di questo fiore cambia a seconda del suo colore:

  • Il Giacinto rosso simboleggia il dolore
  • il Giacinto bianco è simbolo di  bellezza
  • Il Giacinto blu indica la  costanza
  • Il Giacinto giallo simboleggia la gelosia
  • Il Giacinto porpora è una richiesta di perdono

FONTE