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Il taràssaco comune (Taraxacum officinale) è una pianta a fiore (angiosperma) appartenente alla famiglia delle Asteracee. L’epiteto specifico, officinale, ne indica le virtù medicamentose, note fin dall’antichità e sfruttate con l’utilizzo delle sue radici e foglie.

Nella tassonomia attuale (aggiornata al 2022) il nome scientifico Taraxacum officinale F.H.Wigg., 1870 risulta essere il sinonimo della sezione Taraxacum F.H.Wigg., 1870.

È comunemente conosciuto come dente di leone, dente di cane, soffione (l’infruttescenza), nonnino, cicoria selvatica, cicoria asinina, grugno di porco, ingrassaporci, brusaoci, insalata di porci[, pisciacane, lappa, missinina[, piscialletto, girasole dei prati, erba del porco o anche con lo storpiamento del nome in tarassàco.

Distribuzione e habitat

Il tarassaco cresce spontaneamente nelle zone di pianura fino a un’altitudine di 2000 m e in alcuni casi con carattere infestante. È una pianta tipica del clima temperato e, anche se per crescere non ha bisogno di terreni e di esposizioni particolari, predilige maggiormente un suolo sciolto e gli spazi aperti, soleggiati o a mezzombra. In Italia cresce dovunque e lo si può trovare facilmente nei prati, negli incolti, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.

Sostanze bioattive nel Taraxacum officinale

La pianta fresca di Taraxacum officinale contiene oltre alla cellulosa una serie di sostanze bioattive.
La foglia contiene particolarmente:

•           derivati di acido taraxinico (sesquiterpenlactone)

•           triterpeni e steroidi

•           flavonoidi (glicosidi dell’apigenina e luteolina)

•           vitamine (B1, B2, C, E)

La radice è particolarmente ricca di:

•           sesquiterpenlactoni

•           acido taraxinico e taraxacolide

•           triterpeni e steroidi

•           taraxacosidi

•           acido linolico e linoleico

Usi

Il tarassaco viene usato sia dalla cucina sia dalla farmacopea popolare. La terapia a base di foglie o radici di tarassaco è chiamata “tarassacoterapia”.

È una pianta di rilevante interesse in apicoltura, che fornisce alle api sia polline sia nettare, se ne può ricavare un ottimo miele monoflorale, che cristallizza abbastanza velocemente.

Uso culinario

Il tarassaco è usato per preparare un’insalata primaverile, sia da solo che con altre verdure. In Piemonte, dove viene chiamato “girasole”, è tradizione consumarlo con uova sode durante le scampagnate di Pasquetta. In Liguria è utilizzato insieme ad altre erbe per il ripieno dei pansoti.

Anche i petali dei fiori possono contribuire a dare sapore e colore a insalate miste. I boccioli sono apprezzabili se preparati sott’olio; sotto aceto possono sostituire i capperi. I fiori si possono preparare in pastella e quindi friggere. Le tenere rosette basali si possono consumare sia lessate e quindi condite con olio extravergine di oliva, sia saltate in padella con aglio (o ancor meglio con aglio orsino). In Carnia le stesse rosette basali vengono consumate crude, condite con guanciale soffritto con pochissimo olio e “spento” a fine cottura con abbondante aceto.

I fiori vengono inoltre utilizzati per la preparazione dello sciroppo (o gelatina) di tarassaco, spesso erroneamente definite “miele di tarassaco”.

Con le radici tostate di tarassaco si può preparare il caffè di tarassaco, un surrogato del caffè che ne mantiene in certa misura il gusto e le proprietà digestive, in modo simile al caffè d’orzo e al caffè di cicoria.

In orticoltura si coltivano diverse varietà mutate, da consumare come insalata e verdura

Uso in medicina popolare

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

Quando il tarassaco viene estirpato, la sua radice può rimanere nel terreno e rigenerare la chioma nella stagione più propizia.

In medicina popolare il tarassaco viene usato per diverse indicazioni e composizioni con altri fitorimedi come:

  • epatico / biliare
  • antireumatico spasmolitico, anaflogistico, diuretico
  • antidiscratico

Tra le sue molte azioni vi è anche quella di blando lassativo, collegata all’incremento della produzione di bile.

Il dente di leone comune (Taraxacum officinale) blocca efficacemente l’interazione tra il recettore della superficie cellulare ACE2 e la proteina spike SARS-CoV-2 D614, i mutanti D614G, N501Y, K417N ed E484K in vitro.

Uso in fitoterapia

In fitoterapia si usa ancora la droga pura, in infusione o decotto, per disappetenza e disturbi dispeptici.

Varie

È pianta molto visitata dalle api, che vi raccolgono abbondante nettare.[20]

L’origine dei vari nomi

Esiste naturalmente una spiegazione per i vari nomi della pianta: viene chiamata “dente di leone” a causa della forma dentata delle foglioline, “soffione” per via della palla lanosa che contiene i semi.

Il nome ufficiale Tarassaco proviene dal greco ταραχή tarakhḕ “scompiglio”, e ἄκος àkos “rimedio”, questa è dunque capace di rimettere in ordine l’organismo. Infine esiste un ultimo nome con cui il tarassaco è conosciuto, “piscialetto”, datogli per le sue proprietà diuretiche.

https://it.wikipedia.org/wiki/Taraxacum_officinale

 


Vedi anche: