Sai, addio: resta solo Unipol, ecco perchè

Torino perde un altro gioiello, si teme per l’occupazione

Torino perde un altro pezzo della sua storia, la Sai Assicurazioni. Un gioiello cresciuto all’ombra della Fiat e dell’automotive, come si dice adesso. Il suo marchio, da anni legato ad Unipol sotto la sigla “UnipolSai”, scompare cedendo lo scettro al colosso bolognese che, non a caso ha sede in via Stalingrado.

Sai segue il destino che ha già portato via l’Axa, altra compagnia assicurativa storica per la città che si è traferita da piazza Savoia al salotto buono di Milano e la Toro assicurazioni anch’essa ormai meneghina dopo essere entrata della grande galassia delle Generali.

Il declino

Un segno, l’ennesimo del declino della nostra città, e in particolare della lenta decrescita della galassia dell’auto che ha toccato non solo i grandi stabilimenti ex Fiat, ma anche l’indotto. Se i numeri hanno importanza quando si parla di industria e di finanza, allora i 32 mila posti di lavoro persi negli ultimi anni ci offrono un quadro di grande preoccupazione.

Dal primo di aprile, e tristemente non è una burla, Sai scompare dall’albo d’oro delle assicurazioni, proprio lei, che – come vedremo nella sua storia, è nata e cresciuta insieme alle quattro ruote, all’ombra della Famiglia Agnelli E ora aggiunge, per la prima volta nella sua lunga vita ormai centenaria, anche la preoccupazione che riguarda i posti di lavoro.

La storia

La Società Assicuratrice Industriale è nata il 29 settembre 1921 su iniziativa di un gruppo di industriali di Torino, di Milano e del Veneto (con Giovanni Agnelli che raccolse attorno a sé le famiglie Marzotto, Borletti e Pirelli) con lo scopo principale di assicurare i rischi industriali dei fondatori, oltre a porsi sul mercato assicurativo italiano. Nel 1925 la Sai partecipò insieme alla Fiat alla costituzione della Sava (Società Anonima di Vendita Autoveicoli) per permettere l’acquisto rateale delle vetture Fiat, uno dei primi esempi di credito al consumo in Italia.

Nel 1927 la SAI partecipò anche alla fondazione dell’Ifi, holding della famiglia Agnelli. Ed entrò prepotentemente nel mercato auto quando divenne obbligatoria l’assicurazione delle vetture vendute a rate. Nel 1969 entrò in vigore l’obbligo di assicurare gli autoveicoli e la Sai, legata al gruppo Fiat crebbe ulteriormente.

Nel 1970 era la prima compagnia italiana nel ramo automobilistico. Il declino iniziò con la crisi petrolifero del 1973 quando il gruppo Fiat decise di uscire dalla Sai; nel 1976 la Società fu ceduta a Raffaele Ursini. Successivamente passò agli azionisti legati a Salvatore Ligresti che fece importanti acquisizioni (dalla Maa Assicurazioni, alla Sasa)

Nel 1978 anche Ursini lasciò la compagnia, che venne gestita da un sindacato di azionisti, fra cui si affermò la figura di Salvatore Ligresti. Nel 1988 Ligresti divenne presidente, sancendo così il proprio ruolo di guida della Sai. Durante il periodo Ligresti la compagnia torinese operò diverse acquisizioni: nel 1995 rilevò la Maa Assicurazioni; nel 2001 fu la volta della Sasa. il 31 dicembre 2002 la Sai incorporò La Fondiaria Assicurazioni, cambiando contestualmente nome in FondiariaSai. Dopo il crack Ligresti la Fondiaria-Sai il 6 gennaio 2014 si è fusa con la Unipol, diventando così Unipolsai.

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