Volevo integrare una discussione aperta con voi tanti anni fa con una notizia particolare… sulla scia del pensiero di Jung sulla sincronicità (“Quando il percorso di ricerca interiore e le intuizioni pratiche viaggiano alla stessa velocità, finiscono per convergere naturalmente verso gli stessi luoghi e gli stessi simboli”)… e ho scoperto che nel blog attualmente online non è mai stato pubblicato un articolo dedicato allo stendardo della GEE!

Il perché mi sfugge: verosimilmente l’articolo si è perso nel riportare migliaia di articoli dal BroomGulf 3.1 alla versione 3.2, quando ho dovuto ricostruire tutto dopo l’incendio che ha devastato i server e i backup di OVH nel 2021. Comunque sia, coglierò l’occasione per ricostruirlo sinteticamente e poi lo integrerò con la notizia particolare.


Testo del 10 Dic 2010, 21.00

All’inizio (dal 2006 al 2010) sono partito con la bandiera bianca e il logo della GEE in centro, poi il bianco è diventato verde… poi però sapete cos’è? Il verde rappresenta anche Islam e Lega Nord (e pure la ConfAgricoltura ). Io vorrei creare un’associazione apolitica… quando cammino per le vie di Torino e mi vedo piazze piene di bandiere verdi o di musulmani che vogliono governare il Paese o di leghisti che vogliono la secessione… non vorrei mai che si confondessero i concetti! Così mi sono messo a studiare un vessillo che ha in centro il bianco (tutti i colori) e il logo giallo luce, sotto il verde dei prati e delle foreste, sopra il blu del mare e del cielo. Per il momento ho inserito una “rosa dei venti” al posto del logo della GEE perché è più semplice da realizzare. In futuro mi riservo di rielaborarla con il nostro albero della vita e il drago tra le radici in giallo o tonalità di giallo.


Testo del 12 Mar 2011, 21.15

Apriamo un sondaggio per decidere quale sarà il vessillo della GEE.
Io voto la numero 1… mi piace troppo l’idea del fatto che la bandiera prende il colore dello sfondo su cui si trova!
Diciamo che sono combattuto tra la 1 e la 2…
La 1 ha anche il vantaggio che costerebbe poco realizzarla e, in base a dove la collochi, prenderebbe il colore del cielo blu, del mare, di un prato, di una roccia… eccezionale!
È proprio in linea con il modo di vivere dagli EE!
Dai… vediamo come si mette! A voi la parola:

REPORT SONDAGGIO:

-In The West votano 25: (1) 12, (2) 9, (3) 2, (4) 2

-Nel mio forum votano 6: (1) 5, (2) 0, (3) 0, (4) 1

-In Facebook votano 1: (1) 0, (2) 0, (3) 0, (4) 1

QUINDI:

– VINCE LA N°1 CON 17 SU 32 VOTANTI (ottenendo la maggioranza assoluta – metà dei voti +1)

– seconda classificata la n°2 con 9 voti.

In conclusione… lo stendardo della GEE sarà rappresentato dal logo su una superficie trasparente… mentre saranno considerati “colori ufficiali” della Gilda (tramite i quali si caratterizzerà ogni elemento attinente all’esperienza) il VERDE e il BLU su base BIANCA e con eventuali motivi in GIALLO.

 


Una precisazione:

La bandiera, il gonfalone e lo stendardo sono tutti vessilli o insegne, ma si distinguono per forma, modalità di supporto e contesto d’uso.

  • Bandiera: È un drappo di forma solitamente rettangolare fissato a un pennone sul lato corto, progettato per essere issato in alto e messo in movimento dal vento. Rappresenta nazioni, organizzazioni, partiti o comunità.
  • Gonfalone: È un drappo a sviluppo verticale (spesso con frange e appendici), appeso a un’asta orizzontale portata da un’asta verticale. Ha un alto valore istituzionale e cerimoniale, ed è il simbolo ufficiale di enti locali (Comuni, Regioni), università o istituzioni religiose durante le sfilate o le ricorrenze pubbliche.
  • Stendardo: È un’insegna d’onore o di riconoscimento, storicamente militare o nobiliare (ma usata anche oggi per alte cariche dello Stato), di forma prevalentemente quadrata o rettangolare, fissata rigidamente sul lato superiore a un bastone orizzontale sorretto da un’asta. A differenza della bandiera, non fluttua liberamente al vento ma resta ben disteso e rigido, realizzato spesso in tessuti pregiati come velluto o seta.

La notizia particolare (estate 2026)

La visione, negli ultimi tempi, di alcuni nuovi film ambientati nel Nord-Ovest Pacifico e il seguire online i viaggi nell’area di un amico hanno rinnovato la mia passione per quelle terre. Mai visitate personalmente, ma la cui conoscenza è stata approfondita lungo il corso di tutta la mia esistenza da quando, ragazzo, lessi “Zanna Bianca” e “Il richiamo della foresta” di Jack London (sotto, per chi è interessato, lascio un sintetico box riassuntivo).

Incredibile come la bandiera che ho disegnato 15 anni fa per la GEE sia molto simile alla bandiera dell’eco-regione definita CASCADIA, che non conoscevo assolutamente e che ho visto per la prima volta negli ultimi mesi, a seguito delle varie diatribe politiche che interessano l’area dopo le dichiarazioni del Presidente Trump sulla volonta di unificare il Nord America sotto la bandiera USA! (LEGGI QUI WIKIPEDIA PER APPROFONDIRE LA CASCADIA)

FONTE DELL’IMMAGINE WIKIPEDIA 

La bandiera di Cascadia — nota comunemente come “Doug Flag” — rappresenta uno degli esempi più riusciti e famosi di vessillo bioregionale al mondo. Non nasce da una nazione sovrana o da un governo, ma da un’idea ecologica e culturale radicata nel Nord-Ovest del continente americano (Pacific Northwest).

La Bandiera (“Doug Flag”): Origine e Simbolismo

Disegnata nel 1994 da Alexander Baretich, un insegnante e attivista di Portland (Oregon), la bandiera fu concepita non come simbolo di separazione politica armata, ma come punto di incontro visivo per la comunità locale e la sua identità ecologica.

  • Il Pino di Douglas (Pseudotsuga menziesii): Campeggia al centro della fascia bianca. Questo albero maestoso è il vero simbolo dell’ecosistema locale: rappresenta la resilienza, la longevità e l’interconnessione profonda di tutte le forme di vita della regione.
  • Fascia Blu (in alto): Simboleggia il cielo, le piogge abbondanti, i bacini idrici, i fiumi (primo fra tutti il fiume Columbia) e l’Oceano Pacifico.
  • Fascia Bianca (al centro): Rappresenta le nuvole, la nebbia caratteristica delle coste del Pacifico e la neve che copre le vette vulcaniche della Catena delle Cascate (come il Mount Rainier, il Mount Hood e il Mount St. Helens).
  • Fascia Verde (in basso): Rappresenta le lussureggianti foreste pluviali temperate, i campi e i pascoli che caratterizzano la regione a ovest e a est delle montagne.

 

Il Movimento Bioregionale e il Concetto di “Cascadia”

Per comprendere appieno il significato della bandiera, occorre inserirla nella cornice del bioregionalismo, una corrente di pensiero ecologico fondata negli anni ’70 da pensatori come Peter Berg e Raymond Dasmann.

  1. I confini definiti dalla Natura (non dalla Politica): Il bioregionalismo sostiene che le comunità umane dovrebbero organizzarsi in base ai confini naturali degli ecosistemi — bacini idrografici (watersheds), catene montuose, flora, fauna e clima — anziché in base a linee rette arbitrarie tracciate sulle carte geografiche dai governi.
  2. L’estensione della Bioregione: La bioregione di Cascadia comprende lo Stato di Washington, l’Oregon, l’Idaho, parte della California settentrionale, del Montana e dell’Alaska (negli USA), oltre all’intera Columbia Britannica (in Canada).
  3. L’ecosistema del Salmone e della Conifera: Ciò che unisce la regione non è una lingua o un’etnia unica, ma la continuità ambientale: il ciclo vitale del salmone atlantico/pacifico che risale i fiumi, la presenza delle immense foreste di conifere e il clima temperato umido.
  4. Filosofia politica e sociale: Il movimento bioregionale promuove l’autonomia energetica e alimentare locale, la protezione della biodiversità, la decrescita e il rispetto per le tradizioni delle popolazioni indigene (First Nations), superando il concetto tradizionale di “Stato-Nazione” militarizzato.

 

La Bandiera nella Cultura Popolare

Oggi la Doug Flag è diventata un’icona pop della cultura del Pacific Northwest. Viene utilizzata:

  • Dalle tifoserie sportive locali (tra cui i supporter dei Portland Timbers e dei Seattle Sounders nella MLS).
  • Dai movimenti ecologisti e comunitari nelle manifestazioni ambientali.
  • Da microbirrifici, festival musicali e marchi di abbigliamento per l’outdoor come simbolo di orgoglio territoriale e stile di vita sostenibile.

TITOLI LIBRI – FILM – VIDEOGAMES AMBIENTATI NEL PNW

Il Pacific Northwest (PNW) — caratterizzato da fitte foreste di conifere, coste rocciose sferzate dall’Oceano, cime vulcaniche e clima nebbioso — ha offerto lo sfondo ideale a molte tra le opere più iconiche della letteratura, del cinema e dei videogiochi.

Letteratura

  • Jack London – Il richiamo della foresta (1903) e Zanna Bianca (1906): Capolavori fondamentali ambientati tra i territori del Yukon e le distese del Nord-Ovest, legati all’epopea della Corsa all’oro del Klondike (1896-1899). Raccontano la lotta primordiale per la sopravvivenza nella wilderness selvaggia.
  • Ken Kesey – A volte una grande nozione (1964): Ambientato tra i fiumi e le secolari foreste dell’Oregon, narra la storia d’orgoglio e scontro sociale di una famiglia di boscaioli.
  • David Guterson – La neve cade sui cedri (1994): Un romanzo drammatico ambientato sull’isola fittizia di San Piedro (Stato di Washington), che esplora i pregiudizi e la memoria della Seconda Guerra Mondiale in una comunità isolata di pescatori.
  • Stephenie Meyer – Saga di Twilight (2005): La cittadina piovosa di Forks (Washington) e la piovosa Olympic Peninsula sono diventate uno sfondo famoso a livello globale, imprimendo il paesaggio del PNW nell’immaginario pop.

Cinema e Serie TV

  • La febbre dell’oro (The Gold Rush, 1925): Capolavoro del muto di Charlie Chaplin che satirizza e consacra il mito della corsa all’oro nel Klondike.
  • Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975): Adattamento del romanzo di Kesey diretto da Miloš Forman, girato interamente nell’ospedale psichiatrico statale di Salem, Oregon.
  • Rambo (First Blood, 1982): Le imponenti abetaie e i rilievi montuosi dello Stato di Washington (ricreati nella British Columbia) fanno da sfondo alla caccia all’uomo del reduce John Rambo.
  • I Goonies (1985): Cult generazionale ambientato e girato lungo la costa di Astoria (Oregon), famosa per le sue scogliere, i fari e il paesaggio oceanico nord-occidentale.
  • Twin Peaks (1990-1991, 2017) & Fuoco cammina con me (1992): La serie cult di David Lynch e Mark Frost ha reso celebre la cittadina immaginaria tra le montagne della Cascade Range nello Stato di Washington, fondendo la natura boschiva con il mistero e il surrealismo.
  • Into the Wild – Nelle terre selvagge (2007): Diretto da Sean Penn, ripercorre l’itinerario reale di Chris McCandless lungo la West Coast e i territori del Nord-Ovest fino al cuore dell’Alaska.
  • The Revenant – Redivivo (2015) con Leonardo Di Caprio. La vicenda reale si svolge nel 1823 lungo il bacino del fiume Missouri e nelle Grandi Pianure del Nord (negli attuali territori di South Dakota, North Dakota, Montana e Nebraska). La celebre e brutale scena dell’aggressione dell’orso grizzly (così come diverse altre sequenze nella foresta) è stata girata proprio nel Nord-Ovest Pacifico, per la precisione nella Squamish Valley in Columbia Britannica (Canada), rinomata per le sue fitte abetaie e la natura selvaggia.

Videogiochi

  • Alan Wake (2010 / 2023): Ambientato nella cittadina fittizia di Bright Falls (Washington), rende omaggio a Twin Peaks e sfrutta i boschi cupi e la nebbia del PNW come elemento chiave della tensione psicologica.
  • The Last of Us Part II (2020): Gran parte del gioco si svolge in una Seattle post-apocalittica e decadente, dove la vegetazione del Pacific Northwest e le piogge perenni hanno invaso la metropoli.
  • Life is Strange (2015): La cittadina costiera di Arcadia Bay (Oregon) offre uno spaccato visivo del PNW: scogliere, fari, pini di Douglas e un’atmosfera autunnale malinconica.
  • Days Gone (2019): Action-survival a mondo aperto interamente ambientato nei paesaggi selvaggi dell’Oregon (tra monti vulcanici, Crater Lake e fitte pinete).
  • What Remains of Edith Finch (2017): Avventura narrativa ambientata in una surreale dimora su un’isola dello Stato di Washington, circondata dalla natura lussureggiante e dalle coste del Nord-Ovest.
  • Infamous Second Son (2014): Avventura dinamica che riproduce in dettaglio l’ambiente urbano di Seattle.