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(Nella grafica è il numero 2)

Nel giardino nell’Eremo ElGram i precedenti proprietari avevano impiantato un piccolo frutteto composto da una dozzina di alberi da frutto molto particolari. Devo ancora inquadrare bene i  quattro susini. Inizio pertanto a scrivere una sola scheda descrittiva riassuntiva, riservandomi in futuro di moltiplicarla in quattro dedicate, ve ne fosse la necessità.


Malus domestica

Il melo domestico (Malus domestica Borkh., 1803) è una pianta da frutto appartenente alla famiglia delle Rosacee. È una delle più diffuse piante da frutto coltivate.

Origine

Il centro di origine del melo selvatico malus sieversii progenitore del melo coltivato malus domestica pare sia il Kazakistan nella zona di Almaty ipotizzato da Nikolaj Vavilov.

Il melo è un piccolo albero deciduo di 3-10 metri di altezza, con una chioma densa ed espansa e apparato radicale superficiale.

Le foglie sono alterne e semplici, a lamina ovale, leggermente seghettate, con apice acuto e base arrotondata, di 5-12 centimetri di lunghezza e 3–6 cm di larghezza, glabre superiormente e con una certa tomentosità sulla pagina inferiore. Il picciolo è lungo 2–5 cm.

I fiori sono ermafroditi di colore bianco-rosato esternamente e bianco internamente, a simmetria pentamera. Hanno una corolla composta da 5 petali e sono larghi 2,5-3,5 cm e ovario infero. Sono riuniti in infiorescenze a corimbo, in numero di 3-7. La fioritura si svolge in primavera, simultaneamente al germogliamento. L’impollinazione è entomofila.

Il frutto, detto pomo o mela comunemente, si forma per accrescimento del ricettacolo fiorale insieme all’ovario ed è perciò un falso frutto; ha forma globosa, generalmente di 5–9 cm di diametro, prima verde e a maturazione, estivo-autunnale, con colore variabile dal giallo-verde al rosso. Il frutto vero, derivato dall’accrescimento dell’ovario è in realtà costituito dal torsolo, di consistenza più coriacea rispetto alla polpa.

Il pericarpo contiene cinque carpelli disposti come una stella a cinque punte; ogni carpello contiene da uno a tre semi.

Ambiente

Il melo è una pianta che tollera benissimo il freddo e, con l’eccezione di qualche varietà, può sopportare temperature fino a −25 °C, ma le gelate tardive possono procurare seri danni alla coltivazione; la sensibilità alle gelate dipende dal periodo di fioritura delle diverse coltivazioni.

Il melo può essere coltivato ovunque, ma preferisce un clima fresco, un terreno ricco di humus e le zone che si trovano tra i 600 e i 1.000 metri sopra il livello del mare. La pianta teme la siccità e i ristagni idrici.

Note

Si può ricavare miele dai fiori, ma essendo, questi, poco appetiti dalle api, la produzione si concentra quasi esclusivamente nelle zone di estesa coltivazione come l’Emilia-Romagna e il Trentino-Alto Adige.

Il melo è caratterizzato da autoincompatibilità. In conseguenza di ciò i semi generati sono sempre figli di due genitori differenti e quindi si limita la selezione artificiale delle caratteristiche interessanti per la coltivazione. Pertanto si ricorre largamente all’innesto per moltiplicare gli esemplari che esprimono meglio le caratteristiche di una certa varietà in modo da passare tali caratteristiche alle nuove piante. Tale pratica abbassa la varietà genetica tra gli esemplari e rende le coltivazioni più sensibili alle malattie ed ai parassiti.

FONTE


Mela

La mela (dal latino malum) è il falso frutto del melo (Malus domestica), infatti, il vero frutto è il torsolo. Il melo ha origine in Asia centrale (attuale Kazakistan) e l’evoluzione dei meli botanici risalirebbe al Neolitico. La specie è presente in Italia nominalmente con circa 2000 varietà, ma la definizione più precisa è difficile data la sovrapposizione storica delle denominazioni, e le specie estinte o irreperibili. Il termine “mela” deriva dal latino tardo melum (dal greco antico μῆλον, leggi mèlon) per il classico malum, a sua volta derivante dal dorico μᾶλον, leggi màlon. Il termine potrebbe essere messo in relazione con la radice indoeuropea *mal – dal significato di “essere molle”, “dolce”, ed avere forse un legame con “malva” e “miele”.

Descrizione

La mela è il “frutto” più destagionalizzato (lo si trova tutto l’anno) e ciò richiede la presenza di impianti che provvedono alla conservazione e ne distribuiscano la disponibilità su di un ampio arco di tempo. La maturazione naturale varia da fine agosto a metà ottobre. La disponibilità alla conservazione naturale dei frutti è drasticamente diversa nelle differenti varietà; dati gli elevati contenuti in acidi organici, di norma la conservazione va da uno a quattro mesi. Nella conservazione industriale sono importanti le condizioni fisiche in cui questa avviene. Dopo il raccolto, i frutti sono conservati a temperature da 1,0 a 3,5 °C con umidità relativa del 59-68%. Per conservazioni prolungate si ricorre a conservazioni in celle con atmosfera controllata (più ricca di azoto).

La mela ha un potere antiossidante (ORAC) molto elevato, con un indice di valore attorno a 4275, con variazioni in funzione del tipo di mela considerata, in quanto contiene provitamina A, vitamine B1, B2, B6, E e C, acido citrico, acido malico, niacina e acido folico, insieme a flavonoidi e carotenoidi.

Le mele sono destinate prevalentemente al consumo casalingo, sia immediato che in cucina per la preparazione di primi, secondi e soprattutto diversi dolci. Inoltre si presta anche ad essere utilizzata per preparare in casa maschere di bellezza antietá e impacchi nutrienti per capelli secchi. Altre destinazioni per le mele in industria sono: produzione di succhi, sidro, olio di semi di mela (molto utilizzato nei paesi del nord Europa ed ottenuto come sottoprodotto dalla produzione del succo e del sidro), creme, fette di mela essiccate, produzione di alcol da distillazione da fermentati.

Gli obiettivi del miglioramento genetico riguardano l’ottenimento di piante resistenti agli insetti, in particolare ai rodilegno, difficilmente contrastabili, al colpo di fuoco batterico, alla ticchiolatura, oidio e afidi. Si punta anche all’ottenimento, per le varietà commerciali più note, di cloni autofertili.

Varietà

Esistono circa 7 000 varietà di mele di diversa origine nei vari paesi, differenti per colore, consistenza, sapore e contenuti nutrizionali. Alcune di queste varietà sono tradizionali, altre sono note per la loro denominazione commerciale. Ecco alcuni esempi:

  • Annurca: di piccole dimensioni rispetto alle altre mele, di forma tondeggiante con epidermide rossa striata. La polpa è bianco giallastra, compatta, croccante, succosa, dolce, gradevolmente acidula;
  • Ambrosia;
  • Blanche Nège;
  • Braeburn: buccia colore rosso scuro o scarlatto, polpa compatta e croccante, sapore dolce-acidulo;
  • Costa’s Trade;
  • Courtland;
  • Cox;
  • Elstar: frutto di colore rosso e giallo, saporita, succosa;
  • Fuji: forma tondeggiante, buccia colore rosso-rosato, polpa croccante e succosa, sapore dolce, ricca di fruttosio;
  • Golden Delicious: forma tondeggiante, buccia colore giallo, polpa croccante e compatta, sapore dolce leggermente acidulo, varietà di origine americana;
  • Granny Smith: buccia verde intenso, polpa croccante, particolarmente ricca di magnesio;
  • Imperatore;
  • Jonathan;
  • Jonagold: sapore succoso, agrodolce, molto aromatico, incrocio fra Golden Delicius e Jonathan, 1953;
  • Mela campanina;
  • Pink lady: questa varietà è nata dall’ibridazione di due varietà già note quali la “Lady Williams” e la “Golden Delicious”. La sua buccia ha delle sfumature di colore rosa;
  • Red Delicious: buccia di colore rosso;
  • Renetta: forma irregolare, buccia rossa e verde;
  • Renetta Grigia: prodotto tipico della zona di Barge, forma schiacciata, buccia ruvida e rugginosa, polpa grossolana dal colore bianco-crema, sapore dolce-acidulo;
  • Rome Beauty;
  • Rosa dei Monti Sibillini;
  • Royal Gala: buccia rosso intenso con venature giallo chiaro, polpa soda e croccante, sapore dolce leggermente aspro;
  • Seuka: autoctona della provincia di Udine e molto diffusa nelle Valli del Natisone;
  • Stark;
  • Stark Delicious: buccia rossa, polpa fine e croccante, sapore aromatico, particolarmente ricca di carotene e retinolo;
  • Stayman Winesap: buccia ruvida di colore giallo-verde punteggiata di rosso, polpa soda e croccante, sapore agrodolce.

Mele nella narrativa e nella mitologia

  • La mela è il simbolo della città di New York, appunto soprannominata “Big Apple” (“Grande mela”);
  • Secondo la leggenda Guglielmo Tell pose una mela sulla testa del figlio affinché la potesse colpire con una freccia;
  • Secondo la leggenda una mela cadde in testa a Isaac Newton, ispirandogli la legge di gravitazione universale;
  • Nel cartone animato di Walt Disney Biancaneve e i sette nani, ispirato all’omonima fiaba dei fratelli Grimm, Biancaneve cade in un sonno profondo mordendo una mela avvelenata;
  • Nella mitologia greca il principe troiano Paride diede in premio ad Afrodite una mela d’oro ritenendo la dea dell’amore la più bella dell’Olimpo;
  • Nella mitologia greca l’undicesima fatica di Eracle consiste nel cogliere tre mele d’oro dal Giardino delle Esperidi. Anche nel mito di Atalanta e Melanione compaiono tre mele d’oro colte dallo stesso giardino;
  • Il frutto che fece cadere in tentazione Adamo ed Eva è spesso rappresentato come una mela;
  • La Apple Records (“mela” in inglese) è la casa discografica inglese fondata dai Beatles nel 1968;
  • La mela morsa sul lato è il simbolo dell’azienda statunitense Apple Inc. (il cui nome significa, appunto, “mela”);
  • La città kazaka di Almaty deve il suo nome alle mele: in lingua kazaka il nome significa infatti “posto delle mele” o “padre delle mele”;
  • Nel manga e anime Spice and Wolf la protagonista Holo, dea del raccolto dalle sembianze di ragazza-lupo, adora le mele e quasi non mangia altro;
  • Nel manga e anime Death Note il dio della morte Ryuk adora le mele e mangia praticamente solo quelle;
  • Nella saga cinematografica Pirati dei Caraibi il capitano Hector Barbossa è particolarmente ghiotto di mele verdi, frutto che – secondo l’attore Geoffrey Rush – gli ricorderebbe l’infanzia trascorsa nelle campagne inglesi;
  • Alan Turing si suicidò mordendo una mela nella quale aveva iniettato cianuro di potassio, prendendo spunto dalla fiaba di Biancaneve;
  • Melevisione, nota trasmissione televisiva per bambini, deve il suo nome alla mela;
  • Un noto proverbio riguardante questo frutto afferma che “una mela al giorno toglie il medico di torno”, in riferimento alle proprietà benefiche sulla salute dell’organismo possedute da tale frutto;
  • La mela morsa sul lato è il simbolo dell’azienda dei Paesi Bassi Mentadent.

FONTE