L’Eremo ElGram è posizionato in un vigna… quindi in un ecosistema caratterizzato da calore e aridità. Non ci sono fonti ne pozze d’acqua… eppure vi è un angolo, dietro il barbeque, dove cresce rigogliosa una felce e dove bazzica una famiglia di rospi, con tanto di piccolo al seguito. Probabilmente in profondità scorre una falda acquifera!

 

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Bufo

Bufo Garsault, 1764 è un genere eurasiatico di anfibi anuri, appartenente alla famiglia Bufonidae, noti nell’insieme col nome comune di rospi, sebbene vada sottolineato che, in italiano, si possono indicare con tale nome anche specie appartenenti ad altre famiglie, quali AlytidiCeratophryidae e Pipidi.

Descrizione

Le specie appartenenti a questo taxon presentano di regola pelle verrucosa, grandi ghiandole parotoidi situate posteriormente agli occhi, e pupille orizzontali. La colorazione è tendenzialmente giallo-grigiastra oppure bruno-verdastra, priva di un vero e proprio disegno, ma può variare con le stagioni, con il sesso e con l’età. Le zampe posteriori sono corte e tozze, mentre il muso appare appiattito. Nei maschi, di solito un po’ più piccoli delle compagne, durante il periodo dell’accoppiamento si può apprezzare la formazione di cuscinetti nuziali scuri sulle tre dita interne delle zampe anteriori.

Biologia

Alimentazione

La dieta è carnivora e comprende animali di piccola taglia, quali insetti, gasteropodi, elminti, ma talvolta anche piccoli vertebrati.

Comportamento

Si tratta di specie soprattutto notturne e terragnole. I maschi effettuano richiami in coro durante la notte. Durante l’accoppiamento, la femmina (che di regola è muta) viene afferrata appena dietro le zampe anteriori. In alcune specie, in caso di aggressione, le grandi ghiandole paratoidi possono secernere una miscela di sostanze allucinogene, o comunque ulceranti anche per l’uomo, tra cui la 5-metossi-N,N-dimetiltriptamina, la bufotenina, la S-metossi-N-metiltriptamina, la serotonina e la 5-idrossi-N-metiltriptamina.

Riproduzione

Durante la stagione riproduttiva tendono a raggrupparsi anche in grande numero nei corsi d’acqua a flusso lento e negli stagni. Una sola femmina può produrre anche molte migliaia di uova, che tendono a disporsi in lunghi cordoni che vengono alloggiati lungo il corso d’acqua.

Distribuzione e habitat

Il genere, per come lo si considera oggi, ha distribuzione prettamente paleartica e orientale, con una maggiore biodiversità nel paleartico orientale, essendo presente dalla Penisola iberica fino al Giappone, in Nordafrica ed in Indocina.

Queste specie abitano zone umide, boschi e foreste a quota anche elevata, in cui siano presenti piccoli specchi d’acqua o rivi a flusso lento.

FONTE


Bufo bufo

Il rospo comune (Bufo bufo (Linnaeus, 1758)) è un anfibio anuro della famiglia Bufonidae, diffuso in Eurasia e nel nord-ovest dell’Africa.

Il rospo comune è protetto dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore.

Descrizione

È l’anfibio più grande d’Europa, e raggiunge addirittura i 20 cm (zampe escluse). È caratterizzato dalle sue zampe corte e dal muso schiacciato, ma anche dalla sua tipica colorazione marroncina, che può tendere al rossiccio, anche se il ventre tende ad essere biancastro. Il suo colore varia a seconda delle stagioni e dell’età, dal sesso e dall’ambiente in cui si trova, passando dal marrone al rosso e al nero a seconda della situazione. Gli animali della zona meridionale dell’areale tendono ad essere più grandi e con pelle più “spinosa” cioè con verruche più prominenti.

Nel suo collo vi sono due ghiandole parotoidi ovali. Queste ghiandole contengono un liquido biancastro irritante per le mucose che può essere secreto in caso di pericolo ed è in grado di ustionare e ferire anche l’uomo.

Le pupille del rospo comune sono orizzontali; l’occhio è di color oro scuro o rame.

Biologia

Prevalentemente notturno, di giorno tende a nascondersi in buche o anfratti, sotto le pietre o comunque in luoghi riparati dalla luce, se minacciato assume una caratteristica posa intimidatoria con la testa abbassata e le parti posteriori sollevate.

Rispetto a Bufotes viridis tende a tornare sempre nella stessa pozza d’acqua per riprodursi, a volte percorrendo anche diversi chilometri. Durante questi spostamenti molti individui riproduttori vengono uccisi dalle automobili. A causa di ciò, oltre che alla scomparsa dei siti riproduttivi, questo animale tende a scomparire dalle zone più antropizzate. A differenza di Bufotes viridis, se minacciato non emette spontaneamente il suo liquido difensivo, ma questo fuoriesce se le ghiandole sono stimolate.

Alimentazione

Si nutre praticamente di qualsiasi cosa riesca ad entrare nella sua bocca: insetti in primis, lumache senza guscio, lombrichi, piccoli vertebrati come ad esempio piccoli topi.

Riproduzione

Dopo il letargo invernale, in concomitanza con la primavera inizia la stagione degli accoppiamenti: i rospi si recano vicino ai luoghi di riproduzione (solitamente vicino a corsi d’acqua, pozze o stagni) verso l’inizio di marzo e lì i maschi si aggrappano alle ascelle delle femmine, che sono visibilmente più grandi. Questo è il cosiddetto amplesso ascellare, a volte la femmina può essere approcciata da così tanti maschi da restare soffocata e morire. I maschi inoltre, nel periodo che precede la riproduzione sviluppano dei caratteri che saranno fondamentali per l’accoppiamento, come lo sviluppo di calli neri sulle prime tre dita delle zampe anteriori che servono allo scopo di avere una migliore presa sulla femmina, o come il cambiamento che subisce la loro stessa pelle, che diventa più elastica e sottile, per poter assorbire una maggiore quantità di ossigeno dall’acqua, durante l’amplesso, per evitare di rimanere a corto di ossigeno durante le immersioni in acqua della femmina che precedono l’accoppiamento (visto che è la femmina a decidere quando risalire per respirare).

La femmina depone in acqua circa 10 000 uova in un cordone gelatinoso, contemporaneamente le uova vengono fecondate dal maschio. Queste uova poi si schiuderanno, facendo uscire dei minuscoli esserini neri acquatici: i girini. Questi, nutrendosi soprattutto di alghe e altri minuscoli materiali organici, crescono. La temperatura dell’acqua nella zona dove si trovano deciderà la velocità della loro metamorfosi: più è calda l’acqua, più veloce sarà la metamorfosi. Questo perché l’alta temperatura dell’acqua è sintomo che la loro pozza si sta prosciugando.

Ai girini spuntano dapprima le zampe posteriori, e successivamente le zampe anteriori: da questo momento iniziano a digiunare, perché il loro apparato boccale (e digerente) si sta trasformando: infatti da onnivori diverranno insettivori. La metamorfosi dura uno o due giorni; il metamorfosando inizia ad assorbire la coda, e nel giro di appunto 24 – 48 ore scomparirà. il neometamorfosato è il più piccolo in assoluto fra gli anfibi: è lungo circa un cm. La sua pelle è ancora liscia per favorire la traspirazione. Digiunerà ancora per circa 4 giorni, dato che utilizzerà come fonte nutrizionale le energie della coda riassorbita.

Vocalizzazioni

Questo rospo possiede un gracidio piuttosto acuto, formato da 2 – 5 sillabe ripetute. Le vocalizzazioni non sono particolarmente intense rispetto alla taglia raggiunta da questa specie.

Predatori

I suoi nemici naturali sono i serpenti del genere Natrix, i ricci (nella maggior parte dei casi quando il rospo è fortemente debilitato o morto da poco), alcuni uccelli e, nel caso dei girini, anche alcuni pesci e larve e adulti di altre specie di anfibi come il tritone crestato, o da larve di insetti come quelle di libellula.

Distribuzione e habitat

La specie è ampiamente diffusa in Europa (con l’eccezione dell’Irlanda), in Asia (Medio Oriente e Asia centro-settentrionale) e in Nord Africa (Marocco, Algeria e Tunisia).

FONTE