Il 2022 lavorativo, che ufficialmente incomincia domani, si prospetta intenso: non potrò quindi coltivare ancora l’orto che vorrei… ma posso fare esperimenti per capire e imparare .

Continuiamo… con la semina di una fila di rapanelli (o ravanelli) tondi punta bianca. Vediamo se e come verranno…


Rapanello (o ravanello), Raphanus raphanistrum sativus

La famiglia Brassicaceae è una delle più numerose delle Angiosperme, diffusa principalmente nella fascia temperata e fredda del nostro globo. Il Sistema Cronquist la assegnava all’ordine Capparales, mentre la moderna classificazione APG la colloca nell’ordine delle Brassicales. Il genere Raphanus è monospecifico, contenendo solo la specie Raphanus raphanistrum, di cui sono riconosciute diverse forme sub-specifiche come Raphanus raphanistrum subsp. landra e Raphanus raphanistrum subsp. sativus.

La collocazione di quest’ultima sottospecie nell’ambito del genere non ha però sempre messo d’accordo tutti i botanici: alcuni riconoscono nel genere due specie, Raphanus raphanistrum e Raphanus sativus, mentre altri ne riconoscono una decina, suddivise in due sezioni:

  • RAPHANISTRUM: la siliqua presenta delle evidenti strozzature tra un articolo e l’altro (Raphanus raphanistrum);
  • EURAPHANUS: la siliqua è più compatta (le strozzature tra una articolo e l’altro sono appena rilevabili), inoltre i semi non si staccano uno dall’altro a maturazione del frutto (Raphanus sativus).

All’interno della sottospecie Raphanus raphanistrum subsp. sativus sono state definite due varietà (relativamente all’areale europeo) in base al tipo di radice: “tonda” (var. radicula) o “lunga” (var. niger). Questa divisione però è tutt’altro che rigida in quanto individui a radice tonda potrebbero avere nelle generazioni successive discendenti a radice lievemente allungata e viceversa. Tuttavia non si è mai riscontrata una completa mescolanza tra le due varianti; cioè individui con radici rotonde non hanno mai generato discendenti con radici completamente allungate e viceversa.

In realtà ad una analisi più approfondita si riscontra che le varietà “bianche” (il colore si riferisce alla parte esterna della radice) si presentano con una gamma più ampia nella forma della radice (lunga, semilunga, globoso-allungata o rotonda), mentre le varietà “nere o grigie” si presentano tipicamente solamente con due forme: lunghe o rotonde e non con forme intermedie. Esistono anche delle varietà minori: quella “gialla” a radici ovali o rotonde; quella “rosee, rosse e violette” con radici a varie forme come le “bianche”.

Gli orticultori a volte introducono una diversa divisione della sottospecie, più pratica per le loro esigenze:

  • ”ravanelli di tutti i mesi” a varietà tonde e semilunghe;
  • ”ravanelli a forzatura” a varietà tonde e semilunghe.

Per “forzatura” si intende una varietà capace di essere pronta all’uso dopo appena 20 giorni dalla semina. Raphanus raphanistrum subsp. sativus è una pianta di origine ignota (forse da qualche ibridazione antica). Da ricerche fatte sembra che all’origine di queste piante ci siano due tipi primordiali diversi: (1) dal primo discenderebbero le Radici del Giappone con probabile origine nel Giappone o nella Cina; (2) dal secondo discenderebbero le Radici europee con probabile origine nell’Asia centrale (forse il Caucaso).

Etimologia

Il nome generico (Raphanus) deriva dalla voce greca raphanos (e successivamente dal latino raphanus) che a sua volta è collegata alla radice greca raphys (“rapa”) e al persiano antico rafe, il cui significato approssimativo è “rapida apparizione”, alludendo alla rapida germinazione dei semi di queste piante; ma la parola raphanos potrebbe anche avere un collegamento a un’altra radice greca: raphis, il cui significato è “rafide” o “ago”, alludendo in questo caso alla forma sottile e allungata di alcune radici di queste piante.

L’epiteto sottospecifico (sativus) significa letteralmente “ciò che è seminato”; indica quindi una pianta seminata e coltivata dall’uomo. In lingua tedesca questa pianta si chiama Garten-Rettich; in francese si chiama radis cultivé; in inglese si chiama garden radish.

Descrizione delle sottospecie

Sono evidenziate soprattutto le differenze rispetto al “tipo”.

Varietà ‘radicula’

  • Nome comune: Ravanello
  • Sottovarietà (o varietà orticole) :
    • a radice tonda: rotondo rosarotondo rosa precocerotondo rosa da forzarerotondo scarlatto precoce e rotondo bianco, ecc.
    • a radice semilunga: mezzo-lungo rosamezzo-lungo a punta biancamezzo-lungo scarlattomezzo-lungo scarlatto da forzare, ecc.
    • a radice lunga: lungo rosalungo bianco, ecc.
  • Radice: la radice è piccola (diametro massimo 3 cm) e la forma è tonda o lievemente semi-lunga; il colore può essere rosa o rosso.
  • Diffusione: Italia – Europa.
  • Coltivazione: è un ortaggio che può essere consumato tutti i mesi dell’anno.

Varietà ‘niger’

  • Nome comune: Ramolaccio o Rafano o Radici d’inverno
  • Sottovarietà (o varietà orticole) :
    • varietà estive: bianco tondo da estatebianco gigante da estaterotondo giallo oro precocegrigio estivo lungo di Colmar (in realtà è un semilungo), bianco di Strasburgonero lungo d’estate a polpa bianca, ecc.
    • varietà invernali: bianco di Russia (a grande radice), ovale precoce (un tondo di color ruggine), rosa invernale di Cinanero grosso lungo d’inverno (con radice lunga fino a 30 cm), grosso rotondo nero d’inverno
  • Radice: la radice è più voluminosa a forma sub-globosa o decisamente allungata; il colore è nero, o nerastro o anche bianco. La parte interna consiste in una polpa bianca e dura (il sapore è piccante).
  • Diffusione: Italia – Europa.

Varietà ‘raphanistroides’

  • Frutto: in questa sottospecie (giapponese) la siliqua è più tortuosa e l’interno è organizzato in diverse loggette monosperme meglio definite delle varietà europee.
  • Diffusione: Giappone.

Varietà ‘longipinnatus’

  • Frutto: noto in Cina, India, Vietnam e in altri paesi asiatici, è particolarmente diffuso in Giappone dove viene chiamato daikon, nome con cui è conosciuto anche all’estero. In Italia viene chiamato anche ravanello bianco o ravanello giapponese. La forma ricorda quella di una carota di grandi dimensioni, può raggiungere una lunghezza di 35 cm e un diametro di 10. Ha il colore bianco e il sapore molto deciso e piccante.
  • Diffusione: Asia.

Usi

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

Farmacia

  • Sostanze presenti: “rafanolo”, diverse sostanze solforose, zuccheri e poco amido.
  • Proprietà curative: per questa sottospecie la medicina popolare riconosce alcune proprietà curative come antiscorbutica (combatte lo scorbuto con la presenza di vitamine), antielmintica (elimina svariati tipi di vermi o elminti parassiti), antibatterica (blocca la generazione dei batteri), antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), astringente (limita la secrezione dei liquidi) e stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare). In particolare le radici stimolano l’appetito e la digestione.
  • Parti usate: prevalentemente la radici.

Cucina

I semi se spremuti secernono un olio piuttosto pungente usato soprattutto nella cucina orientale. Altrimenti le radici trovano impiego come antipasto o condimento a particolari piatti anche per assolvere ad una funzione di decorazione. Anche le giovani foglie possono essere mangiate crude in insalata con altre verdure.

Coltivazione

I ravanelli vanno seminati in terreni leggeri ben concimati. Per avere raccolte scalari, le semine vanno ripetute a intervalli di 15-20 giorni. Durante la crescita il suolo va tenuto costantemente moderatamente umido, somministrando concimi azotati a pronto effetto in uno o due interventi. Per i ramolacci si dovrà tenere conto della varietà (estiva o invernale) e quindi si dovranno seminare circa due mesi prima della data di preventivata raccolta.

Notizie culturali

Queste piante sono conosciute già da diversi millenni come attestano dei ritrovamenti fatti nelle varie civiltà antiche della Grecia, della Cina e dell’Egitto. Da Plinio il Vecchio (Como, 23 – Stabia, dopo l’8 settembre 79), scrittore latino, sappiamo che gli antichi coltivavano delle piante chiamate Raphanus che probabilmente sono ascrivibili al moderno genere Raphanus. Il medico greco antico Androcide ne consigliava l’uso ad Alessandro Magno per evitare le conseguenze dannose dell’uso eccessivo del vino.

FONTE