Acquisto l’Almanacco di Chiaravalle e quello di Barbanera da sempre. Posso dire quasi con certezza di aver imparato a leggere a 4-5 anni sugli Almanacchi di Chiaravalle e sui Ricettari dell’Olio Carli che acquistava mia nonna Caterina agli Inversini di Lusernetta. Credo che questa letteratura rappresenti un’importante fonte di sapienza popolare che è bello riscoprire, applicare quotidianamente e tramandare alle nuove generazioni. In questi articoli, uno per volume, raccoglierò un po’ di nozioni che non voglio dimenticare.

  1. “Buon appetito” da ad-petere, desiderio. Significa Spero che la tua fame non sia tale da impedirti un rapporto cordiale e piacevole col cibo. L’appetito non ci obbliga a mangiare ma garbatamente ci invita. Introduce nel gesto del mangiare l’elemento del piacere, della scelta. Quindi è un lusso che non tutti e non sempre si possono permettere.
  2. Tarassaco: le foglie si gustano crude da giovani o cotte passate in padella. I fiori gialli sono ideali in insalata, i boccioli possono essere canditi, la radice (arrostita e macinata) è un surrogato del caffè… ma anche cruda in pinzimonio è ottima. Nella medicina popolare è depurativo, soprattutto del fegato.