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Ieri pomeriggio (10.05.2021) abbiamo conosciuto Max, il titolare di un importante vivaio della Val Susa, che da anni si occupa della manutenzione del verde dell’Eremo: persona squisita con la quale siamo entrati subito in sintonia… e che in un paio di ore di “lezione” mi ha trasferito tantissime nozioni che ignoravo! Sono certo che col tempo mi insegnerà ancora tantissime cosa utili!

Prima nozione importante è che ROHAN non è il “PINO ARGENTATO” che credevo uguale a quello che mio padre piantò nei primi anni ’80 negli Inversini in Val Luserna… bensì un CEDRO!!!

Io nella mia grande “ignoranza botanica” pensavo che i cedri fossero “solo” gli alberi che i fenici utilizzarono per costruire le loro navi ed esplorare il bacino del Mediterraneo, ora simbolo della bandiera libanese. Li immaginavo alberi dall’aspetto simile al pino mediterraneo, non simili agli abeti! E invece mi ha spiegato la differenza tra PIGNE e STROBOLI e ho capito che ci sono cedri con una forma più “mediterranea” (cedro del Libano) e altri più “abetosi” (come il cedro dell’Himalaya e quello dell’Atlante).

Quindi ROHAN, il custode arboreo dell’Eremo ElGram, è un robusto e fiero cedreo dell’Atlante!

 

 

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Cedrus

Cedrus è un genere di piante gimnosperme nella famiglia delle Pinaceae.

Il nome cedro (Cedrus, Trew 1757) si riferisce propriamente al genere Cedrus, una conifera appartenente alla famiglia delle Pinaceae. è l’albero simbolo del Libano ed è rappresentato nella bandiera libanese.

Il nome vernacolo (cedro) viene anche usato per designare un agrume (cedro di Calabria = Citrus medica, fam. Rutacee) che non ha rapporti di somiglianza o parentela con i cedri propriamente detti.

Morfologia

I cedri sono alberi sempreverdi di dimensioni maestose, alti fino a 40-50 m (occasionalmente fino a 60 m), con un legno dalla resina aromatica, un tronco massiccio e possente e rami larghi, orizzontali nel Cedrus libani, più o meno penduli nelle altre specie e sottospecie. Presentano un accrescimento rapido. I getti sono dimorfici: quelli lunghi formano la struttura dei rami (normoblasti), quelli brevi (brachiblasti) portano le foglie.

Foglie

Le foglie sono corte leggermente pungenti (differenze a seconda delle specie), sempre disposte in gruppi di 20-40 e rimangono persistenti. Variano da verde brillante a un verde bluastro, a seconda della specie e della quantità di cera bianca che protegge le foglie dall’essiccazione.

Strobili

Gli strobili femminili (coni o “pigne” quando sono maturi) sono eretti a forma di barile, lunghi da 6 a 12 cm e come nel genere Abies si disarticolano alla maturità per liberare i semi alati. I semi sono triangolari, lunghi 10-15 mm con alette di 20-30 mm. I semi hanno due o tre capsule, contenenti una resina dall’odore disgustoso, che viene ritenuto una difesa contro gli scoiattoli. La maturazione dello strobilo dura un anno, con la pollinazione in settembre-ottobre e la maturazione che avviene l’anno seguente nello stesso periodo. Inoltre i loro rami costituiscono una rete di collegamento per tutto l’albero. Il frutto maschile invece si sviluppa più rapidamente. Di colore giallo, lungo sino a 5 cm, cade dalla pianta dopo aver emesso il polline.

Distribuzione e habitat

I cedri sono grandi alberi di montagna nativi dell’Himalaya occidentale (nel caso di Cedrus deodara) e del bacino del Mediterraneo (nel caso di Cedrus atlantica, Cedrus libani e relative sottospecie). In natura si trovano ad altezze di 1500-3200 m sull’Himalaya e 1000-2200 m sulle montagne a sud del Mediterraneo. Il Cedrus Atlantica prende questo nome perché originario e molto diffuso nella catena dell’Atlante in nord Africa. Viene anche chiamato cedro argentato, cedro blu o glauco (varietà “glauca”) grazie alla sfumatura argentea che assumono le foglie. Esse sono più piccole rispetto a quelle del cedro deodara e raggiungono i 1,5 cm o 2,5 cm.

Classificazione

A seconda dei diversi studi i raggruppamenti sistematici dei cedri possono essere leggermente diversi:

La maggior parte dei testi botanici considera valide 4 specie di cedri:

Alcuni propongono invece il livello di sottospecie (o varietà) per il cedro di Cipro e il Cedro dell’Atlante:

  • Cedrus libani A. Richard
    • Cedrus libani ssp. libani. Cedro del Libano. Montagne del Libano, Siria occidentale e Turchia centro-meridionale. Foglie da verde scuro a verde glauco, 10-25 mm, strobili con scaglie lisce.
    • Cedrus libani var. stenocoma. Cedro di Turchia. Montagne della Turchia sud-occidentale. Foglie verde glauco, 8-25 mm.
    • Cedrus libani var. brevifolia (o Cedrus brevifolia (Hook. f.) A. Henry). Cedro di Cipro. Montagne di Cipro. Foglie verde glauco, 8-20 mm.
    • Cedrus libani var. atlantica (o Cedrus atlantica Manetti). Cedro dell’Atlante. Montagne dell’Atlante in Marocco e Algeria. Foglie da verde scuro a verde glauco, 10-25 mm.
  • Cedrus deodara Loud. Cedro dell’Himalaya. Himalaya occidentale. Foglie da verde brillante a verde glauco, 30-50 mm; strobili con scaglie appuntite.

Usi

I cedri sono alberi ornamentali introdotti in Europa e molto diffusi nei parchi pubblici e nei giardini, specie in luoghi dove la temperatura non è molto rigida. Sono comunque piante rustiche che sopportano geli fino a circa -25 °C (Cedrus libani anche fino a -30 °C). Sono anche coltivati per il loro legno aromatico e resistente. Si ritiene che il cedro del Libano sia stato usato per la costruzione del Tempio di Salomone a Gerusalemme. Nella lingua ebraica viene chiamato EREZ (con la Z alla bolognese)=ארז.

Nell’arcieria tradizionale il legno di cedro viene usato per la costruzione delle frecce.

Al tempo dei fenici venivano usati per costruire grandi barche. Infatti, anche grazie alla presenza del cedro, i Fenici sono diventati grandi commercianti e navigatori.

Il legno di cedro è il legno più diffuso per la realizzazione delle scatole per i sigari.

Il legno di cedro, grazie al forte profumo, è naturalmente antitarlo.

Arte

In arte, fino al XVII secolo il Citrus medica è facilmente confuso col Cedro del Libano, per cui è facile vedere dipinto un cedro (agrume) per indicare invece la conifera. Tra gli esempi noti, uno è Marco Palmezzano, pittore del XVI secolo, in cui il cedro, dipinto come agrume, ha sempre valore di simbolo religioso di origine biblica: nel dipinto dell’Immacolata (1510), in alto a destra appare un “cedro” pieno di frutti che sta al posto di un Cedro del Libano.

Pratiche errate di potatura cedro

Spesso capita di vedere cedri cimati. L’obiettivo di questa pratica di potatura cedro è ridurne l’altezza, perché spesso si pensa che un albero alto sia più pericoloso di uno basso. Non c’è credenza più sbagliata di questa. Infatti con la riduzione dell’altezza di una pianta, che sia un cedro o qualsiasi altra specie, non si riduce l’effetto del vento su di essa, ma anzi si riduce la sua abilità di sfruttare l’elasticità che la caratteristica per dissipare la forza del vento. In questo modo le sollecitazioni a livello radicale aumentano in modo importante e pericolosamente.

Il cedro è una pianta a ramificazione monopodiale, cioè presenta una punta. Se questa viene eliminata, viene a scomparire la gemma apicale e la pianta come reazione nel giro di qualche anno produrrà più punte di notevoli dimensioni. Com’è logico intuire, questo provoca un forte appesantimento dell’apice con conseguenti importanti rischi di stabilità.

Non solo la pianta nel suo complesso risulterà meno stabile ma anche le singole punte. Infatti la punta originaria è parte integrante del tronco, mentre le altre punte nate in un secondo momento non avranno la resistenza meccanica propria della punta con un aumento delle possibilità di schianti.

Non scordiamoci infine che ogni taglio vivo che viene fatto alla pianta spalanca le porte a patogeni e funghi che possono intaccare la salute generale dell’essenza e portarla alla morte. Tagli grossi, come avviene quando un albero viene capitozzato, creano ferite che la piante fatica a compartimentalizzare per isolare l’organismo dall’esterno.

FONTE 1

FONTE 2