Il 2022 lavorativo, che ufficialmente incomincia domani, si prospetta intenso: non potrò quindi coltivare ancora l’orto che vorrei… ma posso fare esperimenti per capire e imparare .

Continuiamo con l’insalata. Ho predisposto due file con 6 teste di insalata gentilina caduna, così da avere un po’ di verdura per i miei uccellini. Vediamo se vengono. L’anno scorso se le sono mangiate le lumache 😥


Insalata gentilina, Lactuca sativa

Lactuca sativa  è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteraceae.

Etimologia

Il nome del genere (Lactuca) deriva dall’abbondanza di sacchi lattiginosi contenuti in queste piante (una linfa lattea nel gambo e nelle radici). L’epiteto specifico (sativa) significa “ciò che è seminato”, indicando quindi che la pianta è coltivata. Nel linguaggio colloquiale italiano questa pianta viene spesso, ed erroneamente, chiamata insalata, essendo spesso parte o ingrediente principale dell’omonima pietanza.

Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione “Species Plantarum” (Sp. Pl. 2: 795) del 1753.

Varietà

Ne esiste un gran numero di varietà. Tra di esse si possono citare:

  • liscia o novellina: è una lattuga molto comune.
  • romana o marulla o spadona (Lactuca sativa L. var. longifolia): ha foglie di forma molto allungata, con costa robusta e nervature evidenti. Il nome marulla è comune ad Ancona, mentre spadona è usato a Foligno.
  • gentile (o gentilina): di colore verde oppure rossiccio, ha forma leggermente allungata e foglie ondulate.
  • iceberg (o brasiliana): forma tonda molto compatta, foglie estremamente croccanti, dal colore chiaro, sapore molto delicato.
  • incappucciata (o cappuccia): forma tonda, simile alla iceberg, ma presenta foglie di colore verde chiaro piuttosto croccanti. È molto usata nella cucina napoletana.

Specie simili

Le seguenti specie dello stesso genere, con distribuzione alpina, possono essere confuse con quella di questa voce:

  • Lactuca saligna L. – Lattuga salcigna: è alta al massimo 100 cm; le foglie cauline sono sempre intere; le infiorescenze sono formate da capolini sessili in spighe lineari.
  • Lactuca sativa L. – Lattuga coltivata: il fusto è lignificato e bianco alto al massimo 100 cm; i capolini sono grandi fino a 20 mm; le foglie sono molli.
  • Lactuca serriola L. – Lattuga selvatica: le foglie sono spinulose e l’infiorescenza è una pannocchia piramidale.
  • Lactuca quercina L. – Lattuga saettona: il becco degli acheni è lungo 1/3 – 1/2 del corpo; le foglie non sono decorrenti lungo il fusto; gli acheni sono neri e i fiori sono gialli.

Apporto nutrizionale

Essendo composta per circa il 95% di acqua, la lattuga ha un bassissimo contenuto energetico ma, in base alle varietà, contiene molte vitamine, tra cui la vitamina C, la vitamina A e la vitamina K; alcune varietà di colore scuro, come la romana, contengono un’alta concentrazione di beta-carotene. Con l’eccezione della varietà iceberg, la lattuga è anche una buona fonte di folacina e di ferro.

FONTE


Raccolta lattuga gentile

La lattuga gentile classica forma un bel cespo di grandi dimensioni (quella rossa si mantiene leggermente più contenuta). Per quanto riguarda la prima varietà, potrete raccoglierla, di norma, da giugno fino a novembre. La rossa, invece, è decisamente più precoce: sarà pronta da aprile o dopo soli 30 giorni dal trapianto in piena terra.
Raccoglietele tranciando di netto la piantina alla base.
I benefici della lattuga gentile per la nostra salute sono tantissimi: è infatti ricca di fibre, che favoriscono un’ottima digestione e la regolarità intestinale, ha proprietà diuretiche, poche calorie, tanta acqua, minerali e vitamine A, K, B e C.
Ricordate però: la gentile è una lattuga molto tenera e delicata, che non si conserva a lungo in frigo: conservatela per una settimana al massimo, chiusa dentro un sacchetto per alimenti o un telo umido, già lavata. O, meglio ancora: approfittatene per consumarla freschissima!